Il problema: una transizione imposta senza un vero piano
L’industria automobilistica lancia un segnale d’allarme: l’attuale strategia di transizione auto ecologica in Europa sta zoppicando. In una lettera inviata alla presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, ACEA (l’associazione dei costruttori europei) e CLEPA (quella dei fornitori) esprimono una frustrazione crescente.
E non è difficile capirne il motivo.
Nonostante oltre 250 miliardi di euro di investimenti e il lancio di centinaia di modelli elettrici, il mercato dei veicoli a batteria è ancora limitato. Colpa di fattori noti, ma mai affrontati davvero:
- Dipendenza totale dall’Asia per le batterie
- Infrastrutture di ricarica insufficienti
- Costi di produzione elevati e energia troppo cara
- Barriere commerciali, come il dazio USA del 15%
Il risultato? Una quota di mercato troppo bassa: 15% per le auto, 9% per i furgoni e appena 3,5% per i camion. Numeri lontani dagli obiettivi.
Cosa chiede l’industria: incentivi, flessibilità e neutralità tecnologica
Un piano olistico, non solo target di CO2
Secondo i firmatari della lettera – Ola Källenius (CEO di Mercedes-Benz) e Matthias Zink (CEO di Schaeffler) – non basta più limitarsi a regolare le emissioni dei veicoli nuovi. Serve un approccio più ampio, che coinvolga anche:
- Il parco circolante esistente
- Le tecnologie ibride
- I carburanti alternativi
- Incentivi concreti e coerenti per chi acquista
In sintesi, serve una strategia che unisca transizione ecologica e competitività industriale.
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Mantenere la produzione in Europa
Altro punto cruciale: evitare la fuga del know-how tecnologico e della capacità produttiva verso altri continenti. Il rischio è concreto: con regole troppo rigide, l’industria europea rischia di diventare irrilevante in uno dei settori più strategici dell’economia.
Per questo, ACEA e CLEPA chiedono alla Commissione Europea di usare il prossimo Strategic Dialogue del 12 settembre per cambiare rotta: servono realismo industriale, flessibilità normativa e supporto all’innovazione.
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Il nodo infrastrutture e fiducia del cliente
Oggi la transizione green si scontra anche con una realtà poco raccontata: molti clienti non si fidano ancora delle auto elettriche. Perché?
- Temono di non trovare colonnine disponibili
- Hanno dubbi sulla durata della batteria
- Non percepiscono vantaggi economici immediati
Le Case auto possono fare molto in termini di comunicazione, ma senza un supporto pubblico e infrastrutture solide, la transizione non sarà mai di massa.
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