Si riapre il dossier Green Deal: transizione “solo elettrico” o vera neutralità tecnologica?
La transizione energetica nel settore automobilistico sta per affrontare una svolta decisiva. Dopo mesi di pressioni e confronti, la Commissione Europea ha ufficialmente avviato la fase di consultazione pubblica sulla messa al bando delle auto a motore termico dal 2035. È un passaggio storico che potrebbe riscrivere la traiettoria del Green Deal europeo, con l’obiettivo di dare finalmente voce anche a soluzioni alternative all’elettrico.
La novità più significativa? Chiunque – inclusi cittadini e operatori del settore – può partecipare attivamente alla discussione attraverso il portale Have Your Say, fino al 29 settembre 2025. Poi si passerà alla fase di rivalutazione formale delle scadenze e delle modalità attuative del pacchetto Fit for 55.
Neutralità tecnologica: concetto chiave o slogan politico?
Il concetto di neutralità tecnologica, tanto citato quanto poco applicato, torna al centro della scena. L’anticipo al 2025 della revisione – inizialmente prevista per il 2026 – è frutto di un’azione diplomatica guidata da Italia e Repubblica Ceca, supportate da altri 13 Stati membri. Ma attenzione: la revisione sarà discussa, non approvata prima del 2026.
Nel frattempo, i punti critici restano: l’infrastruttura di ricarica è ancora insufficiente, la domanda reale non regge il passo delle normative, e gli incentivi, laddove eliminati, hanno provocato crolli evidenti nelle vendite, come in Germania.
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L’alternativa ai motori termici: e-fuels, biocarburanti e ibrido plug-in
Nel dibattito emergono nuovi protagonisti: i carburanti sostenibili e le motorizzazioni ibride, già oggetto di proposte italiane per rientrare tra le eccezioni alla normativa.
I biocarburanti, ad esempio, permettono una riduzione tra il 60% e il 90% delle emissioni di CO2 rispetto ai derivati fossili. E poi ci sono gli e-fuels, già sostenuti dalla Germania, che potrebbero rappresentare un ponte realistico verso la decarbonizzazione.
E le auto ibride plug-in? Dopo anni di crescita costante in Italia, il loro ruolo nella transizione potrebbe essere rivalutato, specie se supportato da politiche industriali coerenti e investimenti mirati.
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Cosa pensa la politica? L’Italia: “Ora l’Europa ci dà ragione”
A commentare con entusiasmo l’avvio della consultazione pubblica è stato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso:
“L’Europa ci dà ragione. La Commissione si è allineata alla nostra richiesta di anticipare la revisione del regolamento CO₂. Ora possiamo finalmente discutere nel merito, introducendo il principio della piena neutralità tecnologica.”
Un concetto che, se accolto in modo strutturato, potrebbe evitare il rischio di penalizzare l’industria automobilistica europea con sanzioni miliardarie o con l’obbligo di produrre solo veicoli elettrici, ignorando tecnologie già mature e più accessibili nel breve termine.
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