Il 62% dei lavoratori sceglie il posto di lavoro (anche) per la mobilità

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Perché la mobilità aziendale è diventata una leva strategica per attrarre talenti (e clienti)

Una volta bastava offrire uno stipendio competitivo per attrarre nuovi collaboratori. Oggi non è più così.
Secondo l’Arval Employee Mobility Survey, il 62% dei dipendenti europei considera l’offerta di mobilità aziendale un fattore chiave nella scelta del datore di lavoro. In altre parole?
Se non stai già ripensando alla mobilità nella tua azienda, stai perdendo più di un potenziale collaboratore.

Le aziende si muovono… ma i dipendenti sono ancora fermi

Nonostante l’importanza crescente di questo tema, solo il 50% dei lavoratori si dichiara soddisfatto della mobilità offerta dalla propria azienda.
Buona notizia? Questa percentuale è in crescita dell’11% rispetto al 2022. Ma è ancora troppo poco.

La previsione? Il 55% dei dipendenti si aspetta un miglioramento concreto delle opzioni di mobilità offerte nei prossimi 5 anni.
Per le aziende, il momento di agire è adesso.

Mobilità aziendale = attrazione (e fidelizzazione) dei talenti

Il 72% dei dipendenti che pensano di cambiare lavoro entro 6 mesi indica la mobilità come un criterio decisionale importante.
E le aziende iniziano a capirlo: il 46% dichiara che il principale motivo per adottare politiche di mobilità è legato alle risorse umane, seguito da motivazioni di CSR (Responsabilità Sociale d’Impresa), vantaggi fiscali e adeguamento normativo.

Questa nuova centralità della mobilità aziendale è confermata anche dall’aumento delle soluzioni ibride e alternative ai motori tradizionali. Un esempio? La crescita delle ibride plug-in, che stanno vivendo un vero e proprio boom: perché le ibride plug-in stanno decollando.

La sostenibilità non è un extra: è la chiave

Per i lavoratori più giovani, sostenibilità e mobilità vanno a braccetto.
Il 68% degli under 35, ad esempio, ha dichiarato che preferirebbe lavorare per un’azienda che offre opzioni di trasporto sostenibili.

E questo non riguarda solo l’ambiente: riguarda immagine aziendale, reputazione e employer branding.

Iniziative concrete in questa direzione sono già attive. Basta guardare ad alleanze come quella tra BMW ed ENI con l’introduzione dei biocarburanti HVO: una risposta reale alle esigenze di mobilità sostenibile nel settore automotive. Scoprila qui 👉 Biocarburanti BMW ENI HVO Italia: un’alleanza per la mobilità sostenibile

E le concessionarie? Devono cambiare passo

Chi lavora nel mondo dell’automotive ha un ruolo centrale in questo cambiamento.
Le concessionarie non possono più essere viste solo come punti vendita: devono diventare partner di mobilità, aiutando aziende e professionisti a scegliere soluzioni moderne, sostenibili ed economicamente vantaggiose.

In questo senso, anche il finanziamento diventa una leva strategica per rilanciare le vendite e offrire pacchetti mobilità accessibili a più persone. Ne parliamo in questo articolo 👉 Finanziamento per l’auto nuova: sarà la chiave per salvare il mercato?

Conclusione: la mobilità è un asset competitivo. E va comunicato.

Siamo nel pieno di una transizione: culturale, economica e ambientale.
Offrire soluzioni di mobilità – e saperle comunicare in modo efficace – oggi fa la differenza tra un’azienda attrattiva e una che resta indietro.

Noi di La Digital ti aiutiamo a fare proprio questo:

  • trasformare la tua offerta di mobilità in una leva di marketing e posizionamento,
  • rendere la tua concessionaria più visibile,
  • fidelizzare clienti più consapevoli e fedeli.

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