L’arrivo della guida autonoma potrebbe essere molto più vicino di quanto immaginiamo.
Diversi Paesi europei hanno deciso di collaborare per favorire la sperimentazione dei veicoli senza conducente su larga scala. Tra questi è presente anche l’Italia, dove numerose città si sono candidate per partecipare ai test. Contemporaneamente, a Londra, Uber e Wayve stanno lavorando all’introduzione di un servizio di robotaxi, portando la mobilità autonoma sempre più vicina alla vita quotidiana delle persone. Non si parla più, quindi, solamente di prototipi o di sperimentazioni realizzate in ambienti chiusi. La guida autonoma si prepara ad affrontare il traffico reale, le strade delle città e le esigenze quotidiane dei cittadini.
L’Europa accelera sulla guida autonoma
Diversi Paesi europei hanno aderito a un accordo per promuovere la sperimentazione dei veicoli autonomi e favorire lo sviluppo di test condivisi.
L’obiettivo è creare condizioni più uniformi per provare questa tecnologia su territori differenti, superando uno dei principali limiti incontrati finora in Europa: la presenza di normative, infrastrutture e procedure diverse da uno Stato all’altro.
Un veicolo a guida autonoma deve infatti essere in grado di affrontare situazioni molto differenti, come:
- segnaletica e regole stradali non sempre uniformi;
- traffico intenso nei centri urbani;
- autostrade e strade extraurbane;
- presenza di pedoni, ciclisti e mezzi pubblici;
- condizioni climatiche variabili;
- comportamenti imprevedibili degli altri utenti della strada.
La collaborazione tra i vari Paesi dovrebbe consentire di ampliare le sperimentazioni, raccogliere più dati e verificare l’affidabilità dei sistemi in condizioni reali.
L’Italia vuole effettuare i test sulla guida autonoma
Anche l’Italia ha aderito al progetto europeo dedicato alla guida autonoma.
Circa 60 città italiane, tra cui Milano e Torino, hanno manifestato interesse verso la sperimentazione della guida assistita e dei veicoli autonomi.
Le città rappresentano uno degli ambienti più complessi per questa tecnologia.
Nel traffico urbano, infatti, un’automobile deve essere in grado di riconoscere e interpretare continuamente:
- semafori e segnali stradali;
- attraversamenti pedonali;
- biciclette e monopattini;
- veicoli parcheggiati;
- lavori stradali;
- improvvisi cambiamenti nella circolazione;
- comportamenti non prevedibili degli altri automobilisti.
Le sperimentazioni serviranno quindi a capire quanto i sistemi di guida autonoma siano realmente pronti ad affrontare situazioni quotidiane e non solamente percorsi prestabiliti.
Dove verrà utilizzata la guida autonoma?
La guida autonoma non riguarda esclusivamente le automobili private.
Le prime applicazioni concrete potrebbero interessare soprattutto il trasporto pubblico, la logistica e i nuovi servizi di mobilità condivisa.
Guida autonoma e trasporto pubblico
Autobus e navette autonome potrebbero essere impiegati per collegare stazioni, aeroporti, parcheggi e quartieri periferici.
In una prima fase, questi mezzi potrebbero circolare lungo percorsi definiti e controllati, offrendo un servizio continuativo anche nelle zone meno servite dal trasporto pubblico tradizionale.
La guida autonoma potrebbe quindi contribuire a migliorare l’accessibilità e l’efficienza degli spostamenti urbani.
Veicoli autonomi per la logistica
Un’altra applicazione importante riguarda il trasporto delle merci.
I veicoli autonomi potrebbero essere utilizzati all’interno di porti, magazzini, poli industriali e centri logistici, oppure su specifiche tratte autostradali.
Questa tecnologia potrebbe consentire alle aziende di:
- ottimizzare i percorsi;
- ridurre i tempi di inattività;
- migliorare la gestione delle flotte;
- rendere più efficienti le consegne;
- monitorare in modo più preciso gli spostamenti.
A Londra arrivano i robotaxi di Uber e Wayve
Mentre l’Europa lavora alla sperimentazione condivisa, Londra si prepara ad accogliere un nuovo servizio di robotaxi.
Uber ha avviato una collaborazione con Wayve, azienda britannica specializzata nello sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale applicati alla mobilità.
Gli utenti potranno prenotare una corsa utilizzando l’app di Uber. Quando sarà disponibile un veicolo autonomo, potranno scegliere se accettare il robotaxi oppure richiedere un’automobile con conducente tradizionale.
Durante la fase iniziale dovrebbe comunque essere presente a bordo un operatore di sicurezza, pronto a intervenire qualora il sistema incontrasse una situazione particolarmente complessa.
L’introduzione sarà quindi graduale e servirà a verificare l’affidabilità della tecnologia nel traffico reale della capitale britannica.
Come funzionano i veicoli a guida autonoma?
Le automobili utilizzate per i servizi di guida autonoma sono dotate di telecamere, radar, sensori e sistemi informatici basati sull’intelligenza artificiale.
Questi strumenti permettono al veicolo di analizzare l’ambiente circostante e prendere decisioni in tempo reale.
Un sistema di guida autonoma deve essere in grado di:
- riconoscere pedoni, ciclisti e altri veicoli;
- rispettare semafori e segnali stradali;
- mantenere la distanza di sicurezza;
- adattare la velocità alle condizioni del traffico;
- affrontare incroci e rotatorie;
- cambiare corsia;
- individuare ostacoli;
- reagire rapidamente agli imprevisti.
La tecnologia sviluppata da Wayve utilizza l’intelligenza artificiale per apprendere dalle diverse situazioni incontrate durante la guida.
L’obiettivo è realizzare un sistema capace di adattarsi a veicoli, città e condizioni stradali differenti, senza dover programmare in anticipo ogni singolo comportamento.
Quali sono i vantaggi della guida autonoma?
Uno dei principali vantaggi associati alla guida autonoma riguarda la sicurezza stradale.
Molti incidenti sono causati da distrazioni, stanchezza, eccesso di velocità o comportamenti imprudenti. Un sistema automatizzato può analizzare contemporaneamente numerosi elementi presenti sulla strada senza subire cali di attenzione.
La guida autonoma potrebbe inoltre:
- migliorare la mobilità delle persone anziane o con disabilità;
- rendere più efficiente il trasporto pubblico;
- ottimizzare i percorsi;
- ridurre alcuni costi legati alla logistica;
- migliorare la gestione del traffico;
- favorire la diffusione della mobilità condivisa;
- diminuire gli errori provocati dalla distrazione umana.
Questi vantaggi potranno però diventare concreti solamente quando la tecnologia avrà dimostrato di essere sicura e affidabile anche nelle situazioni più complesse.
Sicurezza e responsabilità: i dubbi ancora da risolvere
Accanto alle opportunità rimangono numerosi interrogativi.
Il primo riguarda la capacità dei veicoli autonomi di gestire comportamenti imprevedibili e situazioni che non possono essere programmate completamente in anticipo.
Esiste poi il tema della responsabilità.
In caso di incidente provocato da un veicolo autonomo, sarà necessario stabilire se la responsabilità appartenga:
- al proprietario del mezzo;
- alla casa automobilistica;
- allo sviluppatore del software;
- al gestore del servizio;
- al produttore dei sensori o dei componenti tecnologici.
Altri aspetti da affrontare riguardano la protezione dei dati raccolti dai veicoli, la sicurezza informatica e il rischio di attacchi ai sistemi connessi.
Per questo motivo, la sperimentazione dovrà procedere gradualmente e sotto il controllo delle autorità.
Come cambierà il settore automotive?
La diffusione della guida autonoma potrebbe trasformare profondamente anche il lavoro delle aziende automotive.
Concessionarie, officine, carrozzerie, società di noleggio e aziende che gestiscono flotte dovranno confrontarsi con automobili sempre più connesse e dipendenti dal software.
La manutenzione non riguarderà più solamente le componenti meccaniche, ma comprenderà anche:
- controllo e calibrazione dei sensori;
- verifica delle telecamere;
- aggiornamento dei software;
- diagnostica dei sistemi elettronici;
- manutenzione dei radar;
- protezione della connettività e dei dati.
Anche il rapporto con il cliente cambierà.
Gli automobilisti avranno bisogno di informazioni chiare su tecnologie sempre più complesse. Le aziende del settore dovranno quindi investire nella formazione, nella digitalizzazione e in strumenti capaci di migliorare l’assistenza e la comunicazione.
Il futuro della mobilità è sempre più vicino
L’accordo europeo e l’arrivo dei robotaxi a Londra dimostrano che la guida autonoma non è più solamente un’idea futuristica.
La sua diffusione richiederà ancora tempo, nuove regole e numerose sperimentazioni. Tuttavia, i primi servizi concreti stanno già avvicinando questa tecnologia alla vita quotidiana.
Nei prossimi anni vedremo probabilmente aumentare il numero di automobili capaci di assistere il conducente, prendere decisioni autonome e comunicare con gli altri veicoli e con le infrastrutture stradali.
La vera domanda non è più solamente se la guida autonoma arriverà, ma quando diventerà una presenza abituale sulle nostre strade.